Questa è dedicata ad una bambina Rom che è stata vittima di un pedofilo italiano che ha stuprato anche la sua cuginetta. Ed ora nonostante la denuncia dell’Opera Nomadi va in giro tranquillo a stuprare altre bambine. Ottimo padre di figli (?) dirà il parroco del suo paese Macerata Campania.
Mi hanno rinchiuso in comunità per anni
Mentre lui ancora è a piede libero (mani, pure).
Ora da grande leggo i giornali e lì, strano,
leggo che gli zingari rubano i bambini.
Così vi racconto la mia storia, di quando
un gagio balea, cioè un italiano maiale
mi rubò gli occhi e i pensieri al semaforo.
In cambio di denaro mi chiedeva che io guardassi
Mentre si toccava avanti e indietro una cosa rosa.
Poi la banconota era una grande lenzuolo bianco
Come il mio vomito di tanti giorni uguale al liquido
Cioè la pipì che si asciugava col fazzoletto di carta.
Ora leggo da grande sui giornali che i Rom rubano
I bambini, ma vi giuro, io fui rapita da un gagio.
Michele si chiamava quello che rubò i miei occhi
Avevo 10 anni quando li rinchiuse in un giornale porno:
porco, balea, ladro di occhi dei bambini, io ancora
cerco i miei occhi nei giornali, perciò li leggo,
ma trovo da grande solo brutte favole per bambini.
(Di notte sogno che lui con la faccia di santa lucia
Mi porge i miei occhi in un piatto, io subito m’infilo
Le due biglie nell’incavo del viso e scappo lontano).
A S. I. marzo 2007
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