
Il Sud si ribella, manifesta, scende in piazza contro la camorra, spesso rischiando la vita o perdendola per le proprie idee. E’ il caso dell’imprenditore Noviello ucciso per aver denunciato i suoi estorsori. Un’altra vittima, la nipote di Carrino, è stata colpita in un agguato a casa sua da killer che si sono spacciati per agenti dell’anti-mafia; la fabbrica di materassi di Pietro Russo è stata incendiata, un altro imprenditore napletano dichiara che è stanco di denunciare i camorristi che continuano nelle loro azioni criminali ed è stufo di aspettare che lo Stato lo risacisca con la sua lentezza fatta di farraginosa burocrazia. Insomma lo Stato dov’è? A fare decreti sui migranti? Ad acciuffare i ladruncoli con l’aggravante del reato di clandestinità mentre una scarica di mitra si abbatte su un cittadino indifeso? A bisticciare per gli scranni? A criticare le passate amministrazioni partenopee per aver lasciato in terra i rifiuti? A dire che il Sud cresce poco ma costa molto (se le frane si abbattessero sulla Campania invece che nel Piemonte!, penserebbe un leghista), mentre le statistiche ci parlano di aumento di gasolio e bollette? Qui al sud si muore.
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