migranti clandestini

da Il tempo La proposta di tre sindaci della Locride per fronteggiare l’emergenza sbarchi
«Ospitiamo noi i migranti»

Cristoforo Spinella
Siamo pronti ad ospitare 400 migranti. Nei giorni in cui il Cpa di Lampedusa rischia il collasso e il primo cittadino dell’isola «diffida» le forze dell’ordine dall’introdurre altri clandestini nel Centro, la proposta di tre Comuni della Locride riapre il dibattito sull’accoglienza degli stranieri.

Sulla scia di un’iniziativa avviata già da qualche anno, i sindaci di Riace, Caulonia e Stignano si dicono pronti ad ospitare i migranti irregolari che sbarcano sulle coste italiane. Il progetto prevede l’utilizzo di case sfitte o abbandonate dei centri storici, una scuola inutilizzata e una struttura della Diocesi di Locri. Niente edifici blindati né filo spinato, quindi. Secondo il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è un’opportunità per «rivitalizzare i borghi antichi» e «inserire gli immigrati nel tessuto sociale, recuperando anche antichi mestieri». «Gli immigrati devono essere considerati una risorsa», gli fanno eco gli altri due primi cittadini coinvolti. Agli amministratori dei tre Ccomuni sono arrivati anche i complimenti del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. «In un’Italia in cui prevale l’equazione immigrazione uguale criminalità - ha detto il governatore - non si può che essere orgogliosi per il fatto che da una regione come la Calabria, e ancor più da una terra come la Locride, venga un messaggio opposto».
La proposta, ufficializzata in una riunione congiunta al Municipio di Riace, arriva in un momento molto delicato. Solo ieri la situazione al Cpa di Lampedusa è tornata alla normalità, con il trasferimento di altri 400 migranti a Palermo, Trapani e Porto Empedocle. Negli ultimi giorni, infatti, gli stranieri detenuti nel Centro dell’isola sono arrivati quasi a duemila, a fronte di una capienza massima di 762 posti. Nel frattempo, comunque, non si sono registrati nuovi sbarchi.
Passata l’emergenza, non si placano le polemiche. «Non sono razzista» ha voluto precisare ieri il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis. «Anche io sono convinto che gli immigrati siano una risorsa per l’Italia ma sono contrario a quello che ormai è diventato un “commercio di carne umana”», ha detto il primo cittadino. Ma la sua vice, la senatrice leghista Angela Maraventano, in un’intervista a «La Padania» rilancia la discussione con una proposta choc: «Il Cpa di Lampedusa va chiuso e spostato in mare». La Maraventano ha anche criticato la possibilità di un accordo con la Libia, chiedendo che i fondi stanziati «vengano investiti su Lampedusa».
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